Radon, Giulio, la pala e gli altri Vol. I

Il 14 settembre del 2015 sulla stampa locale viene divulgata la notizia  di una campagna di monitoraggio della presenza di gas radon nei luoghi pubblici e nelle civili abitazioni a cura del laboratorio fisico “E. Majorana” del Dipartimento di Catanzaro dell’Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria). La nota dice “ Il radon è un gas radioattivo e può risultare cancerogeno se inalato in concentrazioni elevate. La principale fonte di questo gas risulta essere il terreno, dal quale fuoriesce e si disperde nell’ambiente, accumulandosi in locali chiusi dove diventa pericoloso. Si stima che sia la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo di sigaretta, ed alcuni studi evidenziano sinergie fra le due cause. Per i non fumatori, invece, è statisticamente la prima causa di tumore al polmone”.

Bene, abbiamo saputo oggi, “Non c’è alcuna presenza di fonti di radioattività sulla fascia costiera jonica catanzarese”. Questo l’esito dei primi accertamenti ufficiali effettuati ieri dai carabinieri del Noe e dai Vigili del Fuoco del reparto speciale Nbcr proprio alla foce del torrente “Franco”. La radioattività rilevata dallo strumento di Giulio Golia delle Iene e da quello dei reparti dei NBCR dei Vigili del Fuoco nel greto del torrente Franco nel comune di Montauro (Cz) è il Radon e i valori sembra siano nella norma. 003# Contatore Geiger Montepaone Torrente Franco Giulio e GigerLa buona informazione però vuole che si sappia dove questo radon si trova in natura. Diciamo che è un gas nobile e radioattivo che si forma dal decadimento del radio, generato a sua volta dal decadimento dell’uranio. E dove ce lo troviamo questo gas? All’interno delle abitazioni, negli strati profondi dei letti dei fiumi e torrenti, perchè essendo solubile in acqua e venendo questa a contatto con l’atmosfera l’acqua lo rilascia in continuo. Succede pure che le acque profonde ne contengano quantità maggiori e succede pure che il radon ce lo ritroviamo anche nei torrenti asciutti appena scaviamo di qualche metro o anche qualche centimetro il gas si presenta ai nostri strumenti innalzandone i valori di radioattività. 004# Contatore Geiger Montepaone Torrente Franco Giulio e la palaDopo poco però il gas si volatilizza e i parametri tornano nella normalità. esattamente quello che oggi è successo durante le controprove che la iena Golia ha effettuato dopo le analisi effettuate dal gruppo NCBR dei VVFF di Catanzaro. Il Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica convocata dal Prefetto di Catanzaro, Luisa Latella, annunciava che proseguiranno le verifiche effettuate da Arpacal, Asp, Vigili del Fuoco e carabinieri del Noe e riguarderanno una fascia più ampia della costa jonica catanzarese.

Ora i politici locali hanno il dovere di tutelare la salute pubblica dopo questo bailamme di contatori Geiger e fusti radioattivi che sicuramente si troveranno in fondo al mar Jonio e se lì sono stati buttati da trafficanti e faccendieri legati alle ‘ndrine calabresi un motivo ci sarà. Il nostro mare è profondo i soldi per effettuare le ricerche non ci sono e quindi…Allora, oggi, i sindaci di Montepaone, Montauro, Gasperina e Stalettì hanno l’opportunità di guadagnarsi il voto dei propri elettori spendendo i soldi dei contribuenti e incaricando una società neozelandese, del Wisconsin o di Trento che analizzi i sedimenti di terra e di mare in moda da affiancare i risultati a quelli effettuati  a quella dalle Istituzioni per fugare anche il minimo dubbio.Ora è il caso di fare le cose sul serio.

000# Contatore Geiger Montepaone Torrente Franco Le mani

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