Radon, Giulio, la pala e gli altri vol. II

Anche noi abbiamo il nostro pulp. Abbiamo il nostro bel film, anzi show tv, dai contenuti forti, con crimini violenti, inseguimenti fra spie e agenti segreti e finalmente efferati crimini. Giulio Golia e redazione hanno fatto benissimo il loro lavoro d’altronde 20 anni di berlusconismo avranno segnato qualcosa o no? Una trasmissione che confeziona servizi sensazionali come quelli trasmessi nella puntata del 27 novembre non può temere nulla se non se stessa. Fra la vicenda della Moby Prince, con i suoi lati oscuri, l’uomo del pacchetto di sigarette e l’emergenza profughi a Roma, Golia e Le Iene ci sparano i rifiuti radioattivi di Montepaone. nucleare1-kxod-u43090706799436ubg-1224x916corriere-web-sezioni-593x443

Su WhatsApp fioccano i messaggi pro e contro. FB accoglie opinioni di tuttologi e di ben informati. Accorati appelli del popolo dei social e dichiarazioni di risarcimenti da parte di sindaci fendono l’etere e minacciosi vengono riproposti dalla trasmissione di Golia.  Dai taccuini dei subacquei della zona saltano fuori coordinate di relitti strani come quello comparso qualche giorno fa nella trasmissione di Mediaset e il telefono squilla come se questa fosse la postazione della Arpacal o del Fronte Nazionale di Liberazione Ambientalista. La lotta mediatica continua sulla strumentazione giocattolo o professionale. radio9Anche il fisico incaricato delle analisi dice la sua convinto di non essere ripreso e non solo viene deluso ma nel momento in cui dichiara di non poter lasciare esternazioni per via del suo incarico da parte della Procura della Repubblica, viene lanciato in onda. Nessuno e niente resiste al fascino dell’apparire in tv e lo show si produce a costo zero. Gli attori si trovano dappertutto in questi giorni sul litorale jonico tanto che oltre le interpellanze parlamentari dei parlamentari locali il Sai Sindacato Attori Italiani, alza forte il suo grido di protesta per tutti questi attori che, senza averne titolo, contribuiscono alla riuscita della trasmissione alzando gli ascolti senza averne titolo. Con le Iene ci si guadagna anche  a scavare le buche sulla spiaggia. La stanchezza del conduttore, provato dalle tante buche scavate, crea reddito fra chi la pala la tiene in mano con maestria per professione. Ben venga la distribuzione del reddito marcato Le Iene, visto che di lavoro in Calabria c’è n’e’sempre poco.  007-contatore-geiger-montepaone-torrente-franco-la-pala-giulio-limpresa-balneare-locale

Sostengo da sempre che questa è terra che si presta a operazioni oscure ma altrettanto sostengo che è necessario non credere a tutto quello che ci viene propinato e che è necessario oggi più che mai farsi una propria idea sulle cose. E’ necessario fare sicuramente fronte comune non solo durante l’emergenza, in questo caso mediatica, ma quotidianamente perchè questa terra è nostra e di nessun altro. Questo mare è di chi lo vive e di nessun altro, queste antiche vestigia sono dei nostri avi e di chi li sa gestire per una rinascita culturale della nostra terra.  

La risposta secondo me sta nella determinazione che i sindaci hanno nel non accontentarsi della versione ufficiale delle cose. A mio modo di vedere devono essere loro i garanti della salute pubblica e al contempo essere coloro che, per mandato popolare, devono evitare che i contribuenti possano nutrire dubbi riguardo i risultati delle analisi Arpacal.  Come ho sostenuto parlando con alcuni amministratori locali, forse sarebbe il caso di affidare ad agenzie terze magari lontane dalla Calabria, le analisi del terriccio, dei fanghi e dei sedimenti del fondo marino in modo da fugare ogni dubbio su eventuali interferenze di agenti segreti e logge deviate. Altro invece sarà l’indagine della Procura e qui si apre un mondo carico di sorprese. Se dal punto di vista mediatico innegabilmente ha vinto il grande fratello, le responsabilità penali sono ancora tutte da accertare e sono certo che da parte degli investigatori c’è intenzione di andare avanti.

L’appello finale dei tre conduttori delle Iene è un tocco da maestro, la ciliegina sulla torta: ” Dateci il permesso di continuare” sembrano dire. Ma  se ho certezza della mia inchiesta e fiducia nelle mie capacità di giornalista e sono forte del fatto che il mio potente editore mi conforta e supporta, ho bisogno del permesso del pubblico? Se ho le fonti certe, ho bisogno di fare l’appello al pubblico? Direi di aspettare l’evoluzione degli eventi senza dare troppo nell’occhio e direi di vigilare sempre sugli uni e sugli altri.

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