Ippocampo bay. Non solo beauty, non solo food…

Con l’aiuto delle splendide fotografie di Ernesto Sestito cercherò di attirare la vostra attenzione su quella che è la situazione attuale del Parco Marino Regionale Baia di Soverato.  Il parco di Soverato, istituito con Legge Regionale n. 10/2008,  come gli altri quattro Parchi Marini Regionali calabresi, vive in uno stato di netto abbandono. Foto E.Sestito (1013)Le finalità del Parco sancite dall’articolo 3 del decreto di istituzione vengono disattese quotidianamente e vengono messe in pericolo dallo stesso Ente Istituente che, in questi giorni, sta passando al vaglio della Conferenza dei Servizi il progetto definitivo delle strutture definite di ” Intervento integrato per il completamento delle opere di difesa costiera e ricostruzione del litorale”. In poche parole stanno parlando di una struttura in calcestruzzo che parte dal muro della fognatura spingendosi con due bracci all’interno del mare per 35/45 metri e uniti da una struttura soffolta di 120 metri circa da costruire poco dopo la Scarpina a Soverato. Immaginate una enorme PGreca in calcestruzzo. Il tutto all’interno del Parco Marino Regionale e a ridosso di una zona sottoposta a vincolo archeologico dalla Soprintendenza dei beni archeologici della Regione Calabria con ordinanza del 28/12/2011. Foto E.Sestito (1006)La cosa buffa è che il parco, voluto per salvaguardare le tre specie di Ippocampo presenti nella Baia di Soverato, viene messo in pericolo dallo stesso ente che lo ha istituito. La struttura che la Regione Calabria ha progettato e piazzato all’interno del suo Parco, avrebbe il compito di rinsaldare la costa, come affermano i tecnici che l’hanno progettata, e difendere dall’erosione costiera quel pezzo di litorale della costa soveratese. Sappiamo di certo per esperienza che gli altri pennelli costruiti sempre a Soverato, hanno aumentato la quantità di sabbia sul litorale ma hanno creato uno spostamento delle correnti nutritizie all’interno della baia. hanno altresì praticamente insabbiato la prateria di Cymodocea nodosa presente nella baia, habitat necessario e vitale per il nostro ciondolo di pasta di grano duro e argento chiamato Ippocampo. Ma la cosa che non vuole entrare in testa che questo genere di opere sono state sconsigliate da oceanografi, biologi marini, ingegneri idraulici, geologi marini, etologi  che, in relazioni approfondite e redatte sulla base del progetto in questione, dopo attente valutazioni e studi della zona interessata, hanno fortemente sconsigliato questo genere di intervento. Alcuni, addirittura, sulla base delle loro esperienze professionali, hanno descritto lo scenario che si potrebbe verificare a breve, medio e lungo termine. Queste osservazioni sono state presentate il 10 di agosto scorso alla Regione Calabria come annotazioni al progetto definitivo in attesa di essere esaminate dal Nucleo di Valutazione di Impatto Ambientale. Dopo questo gran parlare di attenzione all’ambiente da parte degli Enti ci aspettiamo dagli stessi una maggiore attenzione per quello che potrebbe essere un piccolo paradiso naturalistico e archeologico che nel passato recente ha fatto di Soverato una meta internazionale nel circuito del turismo subacqueo. Al punto in cui siamo penso che si debba far sentire la nostra voce e sarebbe il caso che dopo anni di silenzio anche questa amministrazione comunale dicesse la sua altrimenti possono veramente pensare ad organizzare la VERA NOTTE DELL’IPPOCAMPO

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