Il Franco e il ruspista

Il torrente Franco a Montepaone (Cz) diventa il Po. Il Viminale butta giù dal letto la periferia d’Italia e per dovere tutti scattano in piedi alle prime luci dell’alba, come si fa con gli amici quando si va a “surici” nel nostro mare. Scattano le operazioni. I sempre a rischio Vigili del Fuoco, a rischio estinzione si intende, e I Carabinieri del Nucleo Tutela Ambiente e forse qualcuno che ha a che fare con qualche altro reparto, svegliano a loro volta il ruspista che mette in moto il suo bel giocattolo arancione e iniziano a fare buchi nel letto del torrente che di acqua ne vede ben poca. Sta di fatto che il comprensorio del montepaonese ( Direi basta anche con questa centralità del soveratese) è stravolto dal servizio andato in onda qualche sera fa sulla rete ridareccia e sensazionalista del cavaliere. Il Golia si produce in un altra delle sue inchieste che lascia attoniti. Rifiuti tossici, scorie radioattive, bidoni prelevati da uomini vestiti di giallo e rosso, purtroppo uomini e donne deceduti per leucemie e tumori. Contatori Geiger che impazziscono e operatori ROV che vengono inseguiti notte tempo dai servizi segreti per fargli fare la fine del comandante De Grazia. In questa storia c’è tanta confusione e il mistero forse è in parte generato da notizie non troppo veritiere. Golia esaurisce il proprio servizio dicendo ” Chi sa parli”. Io invece direi chi non sa stia zitto, chi non ha notizie fondate non millanti, chi non ha riscontri oggettivi non faccia giornalismo, chi ha voglia di giocare su cose serie vada a giocare da altre parti. Ora aspettiamo le note ufficiali dell’apparato o di chi ha voglia e risorse di fare a proprie spese le analisi del caso e nel frattempo facciamo la fila al quinto piano del policlinico Germaneto al reparto oncologico sperando che non venga chiuso e confidando che prima o poi anche in questa terra venga redatto un registro tumori. 002-contatore-geiger-montepaone-torrente-franco

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