Suspension and movement

Un mastro d’ascia che conobbi anni fa, lavorando su una impegnativa navetta in legno, non faceva che ripetere questa antica nenia: ” Ogni tavola è una storia a sé. Non sai mai cosa ti riserva una piegatura, perchè la tavola la guardi, la tocchi, la annusi ma non potrai mai sapere come reagisce alle tue mani, al tuo garbo, alle tue intenzioni e allora devi agire sempre con rispetto e con grande prudenza”. Mastro Tonino mi è venuto in mente appena ho rivisto questa foto in macchina ed ho subito pensato che in questa fotografia molto è uguale. Un orologio fermo ai bordi della Ss 106 fra i rami spogli di una Bougainvillea, un ciclista impegnato a guadagnare asfalto su asfalto in un pomeriggio freddo che anche sulla costa porta quel sapore di inverno a cui noi della jonica poco siamo abituati, compongono in questi tempi strani di costrizioni e paure una necessità al movimento ed alla programmazione di un futuro che sembra essere ritmato solo dai DPCM e dalle break news che scorrono veloci sotto tutti i notiziari, giorno per giorno, ora per ora. Quel tempo, come nella foto, molti di noi lo vorrebbero fermare con azioni consapevoli di ristrutturazione di questo reale sospeso. L’azione oggi deve essere necessariamente quella della critica ad un sistema che sta fallendo sempre di più a danno di pochi, come sempre. La rimodulazione dovrà essere su quello che è necessario, sul bisogno primario e sulla riappropriazione dei diritti fondamentali. Se apparentemente il tempo è fermo il Movimento non lo deve essere.

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