Il Fuorilegge e la Kalibreria

Le cose belle accadono nonostante tutto. Accadono perché alcuni lo vogliono così intensamente al punto da non farsi scoraggiare e abbandonare l’idea che una comunità abbia bisogno anche di immaterialità, bellezza e poesia.

La Kalibreria di Soverato ha dimostrato che attraverso un libro si può combattere la massificazione, l’appiattimento sociale, la desertificazione culturale che, nostro malgrado, sono diventate le colonne portanti di questa società. Quando la massificazione scalza la personalità, ovvero la spersonalizza attraverso l’omologazione, vuol dire che il sistema fin qui adottato, quello del consumo, mina la libertà di espressione e la capacità di critica al sistema stesso. D’altro canto il forte appiattimento sociale e la conseguente desertificazione culturale porta anche ad un totale disinteresse per la vita politica e culturale. Ma qualcosa si muove. Le periferie di questa terra iniziano ad essere centro e punto di riferimento per tanti e tante attraverso momenti di incontro forti.

Associazione la Piazza di Cleto (Cs). La periferia che diventa centro di espressioni culturali.

In questo contesto sociale la Kalibreria si presenta alla città di Soverato (Cz) come una associazione a resistere di stampo culturale. Qui si prestano libri gratuitamente e si realizzano attività di carattere culturale. Questa nuova esperienza è il risultato di presenza e dedizione al territorio, conoscenza delle eccellenze ed anche delle difficoltà che presenta una regione come la Calabria. Seguendo questa naturale dedizione, la Kalibreria ha strappato una strada della città all’abbandono culturale creando un punto di riferimento fisico, reale, identificabile, dalla forte connotazione identitaria e quindi molto più vulnerabile rispetto ai non luoghi virtuali in cui si spaccia l’ordinario e il banale.

Uno dei fondatori di Kalibreria, Domenico Commisso, giorni fa mi ha fatto notare una recensione di Antonella Iaschi, (referente di Progetto Ottobre in Poesia per l’area Jonica) donna dagli occhi sorridenti e impegnata in prima fila nel mondo della poesia e della letteratura. La recensione di Antonella è quanto di più bello abbia letto su Facebook da un po di tempo. Lei, che arriva da una terra di confine come il Friuli, ha saputo subito disegnare l’importanza di questo posto dove i libri vengono affidati ai lettori che ne fanno richiesta.

Tutto è stato perfetto, 
tutto è stato di più di quello che desideravo.
Kalibreria apre a tutti le porte, 
provando 
nel suo piccolo 
a “sconfiggere draghi” 
con l’aiuto 
della collettività 
e convincere 
anche gli scettici 
che nulla è impossibile 
da realizzare.”
(Antonella Iaschi)

“Qui spacciavano droga, noi spacciamo libri”

Il Fuorilegge

Al termine di questa stagione estiva, fra il richiamo alla prudenza e alla negazione della pandemia, la Kalibreria è riuscita ad organizzare una presentazione/evento, in prima nazionale, del libro Il fuorilegge scritto durante il look down da Mimmo Lucano. Oltre mille persone hanno abbracciato idealmente l’ex sindaco di Riace felici di esprimere solidarietà e vicinanza a chi ha avuto una visione differente dell’accoglienza.

Nella foto Mimmo Commisso e con Mimmo Lucano alla kalibreria di Soverato poco prima della presentazione in prima nazionale del libro Fuorilegge edito da Feltrinelli

In piazza si sono ritrovati tutti coloro che hanno visto nella ingarbugliata storia di Mimmo Lucano un attacco alle buone pratiche che si potrebbero attuare rispetto all’accoglienza e alla politica del riabitare i borghi afflitti dallo spopolamento. Una comunità che dopo le vicende giudiziarie dell’ex sindaco di Riace si era dispersa e che grazie alla azione della Kalibreria ha avuto modo di iniziare a pensare al Che fare .

Nella foto da sinistra: F. Saccomanno (PRC) in secondo piano, Pietro Melia (Giornalista Rai), Giuseppe Rotiroti (PRC)

Il libro testimonianza di Mimmo Lucano ha il sapore di un libro bianco tanto utilizzato negli anni passati come letteratura della memoria, perché queste ed altre vicende accadute in terra di Calabria hanno avuto facile risoluzione facendole cadere nell’oblio. Dalle esecuzioni a morte dei contadini e delle contadine dei primi anni del ‘900 alle morti sul lavoro, la narrazione di questa terra è stata sempre delegata ad altri sopratutto non calabresi e questi hanno rimosso con violenza negando spesso la propria storia.

Nella foto: Mimmo Commisso, Giuseppe Rotiroti e Francesco Saccomanno

Mimmo Lucano, nella sua fragilità, invece, la sua storia, legata ai fatti di Riace, la scrive e se ne assume tutte le responsabilità in prima persona affrontando i processi a testa alta. Risponde a tutte le domande dei magistrati con fatti precisi e circostanziati spingendo fino alla contraddizione il sistema giuridico e politico con garbata e sincera coerenza.

Giornata fredda quella del 30 dicembre 2016 ed in tanti sotto il comune di Riace aspettavano la fine del consiglio comunale aperto. Mimmo Lucano decide di dimettersi dalla sua carica ma le dimissioni vennero respinte

Nelle varie tappe di giudizio, la Suprema Corte, dopo qualche tempo afferma che “Non ci sono state né ruberie, né truffe, né matrimoni di comodo. Il contestato appalto per la differenziata, assegnato dal Comune di Riace a due cooperative del paese che impiegavano italiani e migranti, è stato gestito in modo assolutamente regolare. È la legge – ha sottolineato – a prevedere la possibilità di affidamento diretto a cooperative sociali “finalizzate all’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate” a condizione che gli importi del servizio siano “inferiori alla soglia comunitaria”. In più, si leggeva nelle motivazioni, “Appare pretestuoso addebitare la decisione al solo Lucano, perché frutto di una decisione collegiale di Giunta e Consiglio comunale, deliberata dopo aver chiesto pareri tecnici agli uffici competenti“. (Fonte: La Repubblica del 11 aprile 2019).

La compagnia dei SognAttori con Mimmo Lucano

Questo di Lucano è un processo lungo e, come tutti i lunghi procedimenti, possono essere influenzati da eventi politici nazionali in bene e purtroppo spesso in male. Una attenta cronaca dei fatti però viene riportata dal Comitato Undici Giugno

Sostengo fermamente l’affermazione di Daniel Pennac per cui “Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, anche da te stesso” e credo che iniziative come quelle promosse dalla Kalibreria vadano fortemente sostenute.

Fuorilegge a Soverato


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