L’incompiuto quasi in riva al mare.

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Ne ha parlato anche il New York Times nel 2017, poi La Repubblica prendendo spunto da questo per pubblicizzare un libro sulle opere incompiute, molte nel meridione d’Italia. Una scala mobile! Ebbene si. Non è un fotomontaggio ma dura realtà.

001-no-whereAppoggiata su una zolla di terra calabra in una delle sue zone più suggestive, alle spalle di un magnifico castello federiciano che si affaccia sul mare Jonio davanti quella che anticamente doveva essere l’isola di Ogigia. La possiamo ammirare in tutta la sua potente invasività alle spalle del castello di Roseto Capo Spulico. Una delle estremità della scala mai mobile, corre in alto fino ad un non luogo termine tanto caro all’antropologo francese Marc Augè che lo introdusse nel 1992 nel suo libro Non Lieux.

Roseto Capo Spulico è stata Bandiera Blu dal 1994 al 2004 e, oltre alla purezza delle acque, tale bandiera, dovrebbe garantire anche un protezione paesaggistica che in questo e molti altri casi ancora però non è stata rispettata.

Su prestigiose riviste di settore addirittura si fa cenno all’inaugurazione di un Resort con gli interventi di politici e monsignori che hanno benedetto la struttura. L’articolo inneggia alla grande opera e annuncia cheFra quindici giorni gli ospiti della struttura potranno arrivare con sei tratti di una  panoramica scala mobile esterna (per ora funziona un efficiente servizio navetta)”.

Forse è necessario avvisare la redazione che a distanza di 10 anni le scale mobili, per fortuna, non sono mai entrate in funzione.

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