Le scarpe con le suole nuove e le lenti pulite – Parte 1

000evidenza-cleto-2017

Il cercatore ascolta sempre prima di decidere. Avvolto nelle storie sue e di altri aspetta che lo sgurtz arrivi, che lo faccia suo. Può arrivare come un fiume di inchiostro o come un soffio di scirocco. Certo è che, aspettandolo, la tempesta diventa sempre più intima e solo guardandoci dentro, il cercatore risolve il dubbio dell’intervento.

In questi mesi ho percorso migliaia di chilometri alla ricerca di resilienze trovandole un po dappertutto in questa terra da molti condannata ad essere serbatoio e megafono di storie di ‘ndrangheta e malaffare. Nessuno nega che la Calabria abbia qualche problema e nessuno ha mai detto che sarebbe stato facile, anzi diventa sempre più chiaro che l’unicità della Calabria sta proprio nella condizione di difficoltà in cui si è abituati a lavorare. Paradossalmente abbiamo le spalle forti e abbiamo molti più dardi al nostro arco rispetto alla Lombardia o il Veneto. Abbiamo bisogno di politiche e azioni inclusive che bypassino tutte le pratiche di ostruzionismo che per decenni hanno abitato in Calabria.

La comunicazione è la chiave di volta. L’ interazione fra i territori resilienti e lo scambio di esperienze è il metodo che ci permetterà di utilizzare la verginità dei territori per farne eccellenze. Questo è il lavoro quotidiano e la notizia è che molti confini crollano a favore della condivisione e della politica solidale per un godimento comune. Il reddito e la sua ridistribuzione parte, questa volta, dal piccolo, dal particolare. Tante piccole aziende familiari si confrontano con un mercato di nicchia nell’agricoltura, nella pastorizia e nel turismo differente che in Calabria è oggi più che mai possibile. Esiste, anche grazie a questa produzione, una rinata coscienza  ambientalista di opposizione alle continue aggressioni delle cricche.  La Calabria viene comunque sempre interessata da fiumi di denaro pubblico per progetti faraonici. Milioni di euro per erigere cattedrali inquinati e autostrade inesistenti. Boschi arsi, indagini e processi lunghissimi che mai vengono a definire le responsabilità. Oggi però qualcosa sta cambiando e in questi mesi ne ho avuto conferma.

Alcune di queste storie sono quelle di Adelaide e Stefania, Nicola e il suo sogno che, casa dopo casa, si sta realizzando a Morano Calabro. La scelta di Michele Laino e del suo cammino nel soul verso sud. Quella di Raffaele Liuzzi e dei ragazzi di Fiumefreddo Bruzio.

In questo prima parte vi racconto la storia dell’Associazione La Piazza di Cleto  e del suo festival. Vi racconto di come gli uomini e le donne di Pietramala hanno realizzato il più grande e rivoluzionario progetto di narrazione dal 1977 ad oggi. Hanno creduto e resistito alla tentazione del finanziamento pubblico non senza difficoltà.

 

 

Lascia un commento