Uno su 365…

–  Il Carnevale, in Calabria, fino a qualche decennio fa rappresentava il Capodanno del popolo, un vero e proprio momento di rinascita collettiva e di riscatto sociale – Pierluigi Virelli –

E’ conveniente utilizzare la tradizione e la storia della farsa del martedì grasso 1 giorno su 365? I giullari vengono poi riconosciuti per l’argutezza dello sberleffo giocato tutto in positivo e tutto contro il potere, anzi contro «i poteri», di qualsiasi tipo e vestimento siano?

Pierluigi Virelli lo possiamo considerare un uomo di cultura che  “Nella tradizione dei giullari medievali, fustiga i potenti e ridà dignità agli oppressi”?  Questo ultimo inciso, non a caso, è la motivazione dell’assegnazione del premio Nobel per la letteratura a Dario Fò. Con le dovute differenze, Pierluigi Virelli, lavora assiduamente sul territorio del Marchesato (Kr) nel recupero delle tradizioni e, ogni volta che una ne pensa, una folla interviene. Riesce a catalizzare intorno a se decine di persone che diventano da subito funzione del programma da lui scritto e messo in scena. Cutro diviene centro e come centro ha il compito di decentrarsi nelle periferie mentali di ogni singolo intervenuto alla grande farsa de A Scattatu Carnalivari.  

” Pierluigi è un eretico come pochi. Quella che, apparentemente, poteva sembrare una semplice sfilata carnevalesca, si è rivelata invece un’operazione di riconciliazione sociale molto importante, sottile e intelligente”.  

Massimiliano Capalbo lo chiama il Capitano dell’allegria non a torto perché Pierluigi Virelli filtra ed individua i caratteri più profondi di un paese e della sua cultura che troppe volte apre le pagine della cronaca di questa terra. Allora si! Vogliamo almeno per un giorno riscrivere il giornale. Vogliamo attraverso la Farsa di A Scattatu Carnalivari  riprenderci quello che è nostro.

 

 

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