Seduto ad un metro dalle storie. Parte 2 – Smoe –

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Seduto ad un metro dalle storie raccontate sotto il tendone del circo Eretico vengo investito da un’esplosione di colore. E’ Smoe! Giorgio Marzo è Smoe. Giorgio Marzo è arte compressa pronta a inondare strade, ponti, sottopassaggi e luoghi in cui spesso proliferano razzismi e violenze. Muri che sotto i colpi della sua genialità creativa diventano ponti verso territori mentali che giorno in giorno si avvicinano al salotto di casa nostra.  Quotidianamente tutti siamo migranti. Siamo migranti giornalieri per motivi economici, politici e di resistenza. Da sud al nord ma anche viceversa. Ci spostiamo su ferro o su gomma anche per pochi chilometri. Ogni giorno migriamo e guardiamo la targa del nostro compagno di viaggio per lunghi minuti alternando il panorama con un Whatsup o un messaggio vocale su Messanger. Lo stop and go della nuova eco car su cui siamo seduti ci fa diventare tutto più ecosostenibile ma non ci permette di guardare oltre il cristallo della nostra auto. Solo il colore, la composizione inaspettata ci potrebbe dare una possibilità altra di riflessione. Basta volerlo ed essere curiosi a tal punto da chiedere: – Cosa sono quei colori? Perchè li ha fatti proprio lì? – Ma soprattutto chiedere a chi potrebbe avere una risposta: – Perchè se gli avete dato l’autorizzazione a fare scempio di quel muro grigio e ora lo multate per distrazione stradale?  Non sarà perchè quello spazio di libertà è stato levato ad un manifesto stradale sei per tre con tanto di pubblicità alla mutanda di tendenza?  –

Un murales può aiutare a farci migliori

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Foto tratta da pagina FB Smoe

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