Promozione turistica? Marketing territoriale? Ditelo all’assessore…

La strategia della lumaca

Il continuo proliferare di mete turistiche offerte al viaggiatore ci costringe a parlare ed interpretare i veri bisogni del nostro territorio. Ancor oggi navigando in rete o recandosi in agenzia turistica, ci si accorge che manca ancora un offerta complessiva di territorio e che spesso le offerte vengono spezzettate in tanti piccoli pacchetti rendendo ancora più fragile l’equilibrio tra i residenti, i turisti ed il territorio stesso.

Il traguardo dei prossimi anni per il nostro sistema turistico sarà necessariamente quello di orientarsi nella realizzazione e applicazione del marketing territoriale, unica vera leva per uno sviluppo territoriale armonico. Il marketing territoriale altro non è che una serie di operazioni nate dalla concertazione di tutti o parte degli operatori turistici, commerciali e culturali (stakeholder) presenti sul territorio, mirate nel medio e lungo periodo alla promozione e lo sviluppo di attività presenti in una particolare fascia territoriale che presenti peculiarità piuttosto omogenee. Queste azioni necessariamente devono essere supportate dalla capacità di previsione basata sulla lettura delle variabili ambientali che generalmente influenzano la scelte del visitatore e non un occasione per i soliti compari incappucciati di alleggerire le casse pubbliche arricchendosi in due o tre lasciando il territorio disarmato.

001-via-broletto-milano-2Facendo un salto al 7 ottobre del 2013, leggiamo sulle pagine del lametino.it la notizia che avrebbe dovuto rivoluzionare, negli anni a seguire, il modo di pensare il turismo in Calabria. Il Consiglio Regionale approva la proposta di legge n. 464/9^ d’iniziativa della Giunta che istituisce l’Agenzia Regionale per il Marketing Turistico e Territoriale. Leggendo gli articoli della proposta di legge, proprio al primo articolo, il legislatore puntualizza subito che la Fondazione Calabria Film Commission viene di fatto messa in liquidazione. La neonata Agenzia Regionale ne incorpora le funzioni e in seconda battuta si assume l’onere di praticare ” Politiche e interventi di marketing turistico – territoriale, attraverso programmi pluriennali volti alla valorizzazione e alla promozione dell’immagine e del territorio regionale; cura l’attuazione di progetti per l’organizzazione e la partecipazione ad eventi di rilevanza nazionale e internazionale per affidamento da parte della Giunta regionale”.

Però non succede nulla. L’agenzia non viene finanziata, il marketing territoriale resta un idea vaga e la proposta turistica continua ad essere sclerotica e di parte. Cambiano le amministrazioni e le insegne degli uffici di promozione territoriale ma non cambia la dura realtà. Gli uffici di Milano, per esempio, restano sempre chiusi ma gli affitti vengono profumatamente pagati.
Intanto arrivano i POR e tutte le strade che portano alla cittadella regionale sono sempre più trafficate. Gli esperti arrivano veloci da ogni dove. Professori con cattedre sparse nelle università di tutta Europa viaggiano veloci sulle fettucce asfaltate e soggiornano in hotel a 4o a 5 stelle a carico della massaia di Elce della Vecchia che decide di mettersi nelle sicure e rassicuranti mani dell’Assessore. La Calabria è da visitare! Lo dice la prestigiosa rivista americana. Infatti, tra le mete imperdibili del 2017 c’è la Calabria, l’unica regione d’Italia a trovare posto nella speciale classifica del quotidiano americano New York Times. Occupa la 37ma posizione! Peperoncino e bergamotto le eccellenze (Sigh!)
Ma la realtà è ben diversa. Il marketing territoriale in Calabria è nullo. Ognuno ha il suo. Oggi il marketing territoriale lo fanno personaggi come l’ex assessore regionale Salerno che divide il territorio con i suoi amichetti delle cosche ed alcuni imprenditori che cercano in Europa una risposta alla povertà calabrese. Siamo una terra talmente Etica che ci facciamo anche un marchio territoriale e di impresa. Faccendieri, mafiosi e politici corrotti ma soprattutto elettori senza midollo e ignoranti.

Invece servono imprenditori seri, come scrive Massimiliano Capalbo , che mettano a disposizione lavoro, sudore e competenze e non solo firme su un foglio di carta che di per se non dice nulla. Servono piani programmatici che coinvolgano ed impegnino i cittadini ad essere loro stessi per primi utilizzatori di un nuovo sistema turistico territoriale che faccia pulizia al suo interno dei soliti avventurieri e mentre le magistrature incriminano assessori con il panciotto di kashmir imparentati con capi bastone e con sposi che volano in elicottero per andare a sposarsi, prima che qualcun altro occupi il posto vacante, costruiamo una via anche dissestata ma non tanto da non poterci camminare a piedi nudi.
L’unica via d’uscita è, e resta, la consapevolezza e la gestione delle risorse senza dare spazio ai tromboni che viaggiano in Audi blu e che in ogni angolo della nostra terra arrivano per cavalcare l’evento accompagnati dal codazzo di assistenti, sottopancia e fotografi fin troppo ben retribuiti. Camminiamo a pure a piedi scalzi ma liberi.

La foto di apertura è di Ernesto Sestito

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