Le fotografie per me e per loro. Sonore Alchimie destagionalizzato

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Destagionalizzo alcuni eventi fotografati perché…


Perché oggi, nostro malgrado, siamo schiavi delle immagini. Appena svegli, molti di noi mettono il dito su quel piccolo schermo e controllano, scrollano, leggono velocemente le descrizioni e gli sfoghi degli accoliti che, quasi sempre, sono accompagnate da una fotografia.


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Appena pochi istanti dopo, quei momenti congelati, svaniscono in un oceano di altre fotografie. Consumate da altre dita che velocemente le assumono. Indolore è la sua assunzione. Meglio di una terapia che non lascia traccia. Fotografie oro solubili che entrano subito in circolo e, fra le tante, solo qualcuna merita la nostra attenzione.

Per dirla con Margaret Bourke-White la mia necessità diventa sempre quella di “Trovare qualcosa di nuovo, qualcosa che nessuno avrebbe potuto immaginare prima, qualcosa che solo tu puoi trovare perché, oltre ad essere fotografo, sei un essere umano un po’ speciale, capace di guardare in profondità dove altri tirerebbero dritto”.
Allora oggi abbandono in questo oceano di immagini a distanza di diversi mesi dalla realizzazione alcuni scatti di Sonore Alchimie edizione 2018. Senza didascalie, questa volta, senza riferimenti alcuni e non per pigrizia ma per scelta.

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