Il Museo Meridionale della Lambretta – Lambrettisti per passione –

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Il Museo Meridionale della Lambretta si trova in Calabria e precisamente sulla S.S. 106 a Sellia Marina (Cz),  Località Feudo De Seta.


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Io l’ho scoperto per caso. Fermo al semaforo di località Feudo sulla sinistra intravedo, su una costruzione dagli stessi colori delle case cantoniere, lo storico marchio Lambretta.
Mi metto in rete e trovo un numero di riferimento e, dall’altra parte del telefono, Lino.  Parliamo di musica e di passioni comuni: Mod, parka, di vespe e lambrette. Prendo un appuntamento e dopo qualche settimana sono al museo.


museo-storico-della-lambretta-articolo-3Quella mattina non è Lino ad accogliermi ma lo zio. Don Andrea Bruno, parroco di Soveria Simeri (Cz). Con lui inizio un viaggio nei ricordi personali di famiglia.  Si, perché la mia è una famiglia divisa in due. Da una parte i Lambrettisti e dall’altra i Vespisti. Discussioni e sfide sul filo dell’acceleratore ritornano in mente durante i pranzi estivi in campagna. La Lambretta rossa 150 e la Vespa GT, quella arancione, erano le regine delle dispute. Staccate e impennate erano le gare di quei giorni. Ma essere scooteristi va al di là di tutto questo. Mi sono reso conto appena dentro che ero caduto su una storia unica. Una storia lunga 40 anni durante i quali questo parroco in Lambretta per esigenze di Ministero percorre sullo scooter le strade sconnesse del Feudo De Seta.


Il feudo De Seta. Grande proprietà fondiaria appartenente ad una delle famiglie più influenti della zona e famiglia che ha fra i suoi componenti il grande Vittorio.  Regista, documentarista, sceneggiatore ed amante della Lambretta. Autore di documentari fra i più importanti della storia cinematografica italiana.


La collezione di don Bruno vanta ad oggi oltre 70 pezzi unici, tutti prodotti dalla Innocenti dal 1947 al 1972), ed è punto di riferimento per i lambrettisti di tutta la nazione e non solo. Telefonando al numero di telefono presente sul sito, è possibile effettuare visite guidate dallo stesso Don Bruno.

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Vi racconterà che la Lambretta ha un passato di particolare interesse storico. Alla fine della seconda guerra mondiale, l’Italia è un cumulo di macerie, l’economia è in ginocchio. Moltissime fabbriche sono crollate sotto i bombardamenti e gran parte degli operai sono senza lavoro. Per risolvere questi problemi e contemporaneamente produrre beni di consumo a basso costo, accessibile cioè gran parte della popolazione, negli stabilimenti di Ferdinando Innocenti a Milano, nasce uno scooter di buona fattura e a basso costo: la Lambretta. Tale nome è dovuto al fatto che la Innocenti a Milano si trova a Lambrate nella zona dove appunto scorre il fiume Lambro.


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Da queste esigenze nasce la Lambretta A del 1947  motore a due tempi (123,7cc), cambio a tre velocità (a pedale), trasmissione finale ad albero e il telaio costruito da un intreccio di tubi in acciaio di piccolo diametro. I modelli successivi vedranno l’adozione del cambio a manopola sul manubrio, di buone sospensioni e della carenatura di protezione.


I modelli si susseguono e la narrazione mi porta in un mondo fatto di successi e di fallimenti ma tutti dettati da una logica preminente. Rendere il popolo italiano di quel periodo capace di rendersi autonomo e mobile.

Oggi il museo è eccellenza di questa Calabria. Il museo è il lavoro di 40 anni di ricerca e restauro faticoso a volte non privo di difficoltà ed per questo che azioni di questo tipo sono da sostenere attraverso il contributo di tutti. Vi invito a visitare il museo e fare quattro chiacchiere con Lino e don Andrea.

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