Mimmo Lucano e il campetto di Riace

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Riace, è una cittadina modello nell’accoglienza dei profughi. Duemila abitanti che ne accolgono 6.000. Dopo i bronzi, la più alta attenzione mediatica Riace l’ha raggiunta grazie a Mimmo Lucano, sindaco autore e protagonista insieme a pochi dei suoi, di una delle più riuscite esperienze di accoglienza dei migranti dell’ultimo ventennio. Unico italiano nella lista dei cinquanta personaggi più influenti del mondo redatta dalla rivista americana Fortune. http://fortune.com/worlds-greatest-leaders/domenico-lucano-40/

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Culture a confronto

Non ce ne siamo accorti per anni. Per anni non ci siamo accorti che Riace veniva osservata da registi, autori, gruppi editoriali di spessore, fotografi e filmaker provenienti da tutto il mondo. A Riace hanno prodotto il paradigma dell’accoglienza. Ad un certo punto, però, salta fuori una registrazione in cui “U Curdu”, come viene chiamato Mimmo Lucano da suoi concittadini, che getta ombre sull’operato del sindaco, ipotizzando che possa aver pilotato un appalto. Nei tre minuti di registrazione lo si sente parlare con due ex assessori del finanziamento in arrivo dalla Regione Calabria per interventi contro il dissesto idrogeologico. Un milione di euro che Lucano, durante il colloquio, pare voler destinare alla creazione di un campo sportivo facendo ricorso anche all’affidamento diretto dei lavori. Sull’originalità della traccia audio sono già in corso accertamenti dell’autorità giudiziaria.

“Metto nelle mani dei consiglieri comunali – Dichiara alla stampa intervenuta in massa per lo scoop del momento – La decisione su di me e sul mio operato. Se ci sono delle incertezze è giusto che devono emergere e prenderne atto. Non voglio che ci siano ombre in grado di offuscare l’orizzonte politico e sociale che ha indicato una via possibile e alternativa nella prassi politica soprattutto dei piccoli governi locali “. 

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Consiglio comunale aperto

Il 30 dicembre a Riace, alle ore 18.00,  l’orologio digitale della piazza è avanti di un giorno ma la temperatura è quella reale: cinque gradi sopra lo zero. Incredibile per un paese del nostro profondo sud. Questo freddo alpino non ha fermato la solidarietà proveniente da tutt’ Italia. Torino, Lecce, Roma, Messina, Cinquefrondi, Cariati. Ci sono i rappresentanti di comuni virtuosi e la base sociale che vuole realizzare l’Utopia e tutti esprimono solidarietà al sindaco dell’accoglienza. Intanto, fuori dal palazzo comunale, la piazza è gremita di persone che hanno percorso tanti chilometri per esprimere solidarietà a Mimmo Lucano e al progetto Riace. Fanno festa e partecipano all’assemblea grazie alle immagini rimbalzate su un telo cinematografico che ricorda le proiezioni estive dei cineforum.  Il bar accanto, pieno di avventori, invece sembra essere distaccato da quello che sta succedendo all’interno del palazzo comunale. Appena giunto in paese, come sono solito fare appena arrivo su un set di documentazione, prendo un caffè per ascoltare e prendere le misure.  Le opinioni e i pareri sono  piuttosto contrari alla linea politica seguita da Mimmo Lucano. Non si motivano politicamente queste divergenze ma si è contrari in base alle appartenenze familiari o di amicizia. I calabresi non sono , non possono essere razzisti, sono solo pigri e non vogliono pensare con la propria testa. Se c’è qualcuno che lo fa per loro e gli promette una radiografia senza fare lunghe file di attesa sono ben felici di appoggiare la linea politica proposta. Fuori dal bar, invece, parlando con un riacese internazionalista, come ama definirsi, capisco che per questa amministrazione è molto difficile far passare il concetto che ” I grandi centri di accoglienza sono un affare solo per i soliti noti. Quando però alle mega strutture blindate e impenetrabili si preferisce il paese aperto è chiaro che a qualcuno può dare fastidio”. Gli alberghi in disuso, le caserme e le strutture militari abbandonate vengono troppo facilmente affidate a chi con qualche mano di vernice trasforma l’ospitalità in luoghi di detenzione. “Lucrano sui pasti e violano le soglie di capienza e nel frattempo acquisiscono altre strutture e altri incarichi con altri milioni che velocemente passano dalle casse dello Stato ad organizzazioni di squallidi mercanti di carne umana”.

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Solidarietà in piazza del Municipio

A Riace, di contro, grazie all’opera di Mimmo Lucano, non ci sono catene, non esistono schiavi se non chi ha deciso di essere schiavo, bianco o nero che sia. I nuovi migranti sono cittadini e abitano nelle case abbandonate da chi, nel recente passato, ha dovuto lasciare la propria terra per cercare fortuna o giustizia altrove. Le case sono state messe a disposizione dall’amministrazione comunale e spesso ristrutturate dagli stessi inquilini. Mimmo Lucano ha creato anche una moneta locale che permette ai migranti di mangiare tutti i giorni. A Riace, grazie al conio comunale, non ci sono tempi morti fra un contributo e l’altro. Nelle piccole e grandi strutture presenti sul territorio regionale invece, nell’attesa dei fondi, si costringono gli ospiti a digiunare, soffrire il freddo e mangiare gallette. A Riace si fa credito e quando arrivano i fondi si paga tutti.

M.L. King sulla moneta locale
M.L. King sulla moneta locale

Intanto nella sala di controllo regionale degli Sprar c’è aria di conflitto di interessi. Infatti sembra che molti dei responsabili dell’ufficio, in un passato recentissimo, siano stati direttamente interessati nella gestione di enti o associazioni che beneficiano dei fondi destinati all’accoglienza e che poi abbiano passato questi privilegi a parenti non troppo lontani. A questo punto non ci resta che scoprire chi ha messo in rete quella registrazione. Qualcuno sembra abbia saputo che Vaillà e Cimino, rispettivamente ex assessore e vice sindaco allontanati da U Curdu, abbiano interessi in nuove strutture per l’ospitalità dei migranti. In particolare Vaillà, il quale, attraverso la sua associazione, ha avuto in concessione dall’arcivescovado di Locri La casa del pellegrino in grado di ospitare un centinaio di persone e finanziata dalle donazioni dei pellegrini e fedeli che si recano alla festa patronale dei santi Cosma e Damiano. Riace, terra d’accoglienza, ha tempo fino al 2019, anno in cui Mimmo Lucano non potrà essere più candidato. In questi due anni la cittadinanza può far affondare miseramente tutto o affermare con forza che di persone oneste in Calabria ce ne sono tante. Mimmo Lucano  ha avuto la fiducia dei suoi, ritorna a lavorare per tutta la comunità e ci rimane il rammarico di non aver potuto guardare in faccia i consiglieri di minoranza i quali hanno affidato ad un documentino le loro ragioni. Peccato, hanno perso l’opportunità di partecipare ad una sana lezione di politica dal basso.

 

 

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