Davoli: Il borgo dell’altr’Arte…

Sono arroccati tra le rocce e a volte nascosti in un bosco, sono piccoli, antichi, semideserti e minacciati dallo spopolamento. Alcuni sono in via d’estinzione, altri vissuti dalle comunità locali seguendo gli antichi ritmi della natura, altri ancora vivono fra la frenesia del centro costiero commerciale e i ritmi pacati della civiltà rurale.Sono paesi che vanno scomparendo, abbandonati da secoli perché afflitti da terremoti, carestie o semplicemente dal richiamo della vita di città. Vivono sospesi nel tempo, abitati da poche anime ma pieni di fascino, storia e arte.
Davoli borgo è uno di questi. Distante otto chilometri dal centro costiero, per un week end all’anno, l’arte occupa le case diroccate e i balconi abbandonati. Invade le pareti di palazzi in attesa di una conclusione giudiziale di una joint venture immobiliare senza scrupoli ed si espande magicamente in angoli suggestivi attraverso letture e musiche che fanno sognare. Gruppi di artisti, musicisti, compagnie teatrali e artisti di strada si concentrano nel borgo e esprimono progetti a sua misura. Nei portoni, nelle chiese sconsacrate, nei vicoli e sui muri di tutto il borgo si respira creatività e buon umore. Artefici e complici di questa due giorni di arte contemporanea sono rispettivamente il CID (Creativi Indipendenti Davolesi) e gli abitanti del borgo. Nei giorni precedenti alla manifestazione, durante la fase degli allestimenti, non era raro essere accolti in piazza dalla signora Maria Antonia con un caffè shakerato o una brocca di acqua fresca. Il salotto è davanti uno dei portali in pietra più belli del borgo. Due sedie e due gradini diventano il posto da cui osservare tutta la piazza, il posto in cui confidare le ricette più gustose della antica tradizione contadina ma anche il luogo da cui tutto è partito. L’appartamento, inteso come luogo appartato dal resto, qui nel borgo è solo un posto dove andare a dormire. Qui è la piazza che accoglie le vite e in essa si confondono tutte le attività sociali. Dall’agorà greca, luogo di riunione della collettività, al foro romano, luogo di aggregazione si è passato nei secoli alla piazza come recinto estraneo alla città e quindi isolato dal resto. Piazza Santa Barbara a Davoli diventa, con Sonore Alchimie, centro di arrivo e partenza di un percorso artistico che sinuosamente scorre nel borgo. I visitatori vengono accolti e guidati dalla Lara Caccia, curatrice della mostra e insieme a lei il borgo si anima di osservatori nuovi e attenti. I suoni, parte delle istallazioni che hanno contaminato gli spazi del borgo si mescolano agli odori delle cucine che si affacciano su via Pittelli

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